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giovedì 9 febbraio 2012

GFF - La protesta

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Egregi soci e simpatizzanti del GFF, in questo periodo storico stiamo assistendo in Italia, alla difesa estrema di interessi di lobby, di classi e di singole categorie.
I consulenti tecnici e i Periti dei Tribunali italiani, soprattutto nel campo delle intercettazioni, non hanno albi professionali o delegati pronti a difendere i propri interessi. Intanto i pagamenti per lavori già effettuati hanno accumulato un ritardo che ormai si avvicina ai due anni, non vengono effettuati quasi mai anticipi sulle spese (almeno al Sud). Inoltre in questo momento di crisi registriamo sempre più spesso degli ingiustificati tagli sulle vacazioni o sulle spese da parte del Magistrato anche a fronte di un tempo già autorizzato e preventivato. È per questo motivo che chiedo a tutti voi di aderire ad una iniziativa di protesta inviando un documento dettagliato al ministero di Grazia e Giustizia.

Per costruire un fascicolo completo, sarà necessario raccogliere informazioni sui tempi di pagamento, sui tagli ricevuti con dati dettagliati sulla cifra e almeno sull’ufficio e sul Tribunale di riferimento nonché (se presenti) informazioni su IVA o R.A. relativi agli ausiliari già anticipata e mai riconosciuta, sui ricorsi riconosciuti e con quali tempi e quale differenza economica ecc. Ritengo che dovremmo anche tentare di uniformare i comportamenti dei singoli uffici forzando l’interpretazione di alcuni articoli del cpp.
Come ad esempio le autorizzazioni, le spese per nome e per conto, i singoli collaboratori con partita IVA, con ricevuta per quietanza e lavoro occasionale, o la collaborazione di società (vista anche la nuova possibilità delle s.s.r.) ecc. un tariffario minimo per trascrizioni e per collaboratori a pagina a battute o come normalmente ognuno di voi fa; i tempi per poter espletare in maniera corretta i compiti assegnati ecc. Anche gli incarichi hanno in Italia forme completamente diverse, si passa da Tribunali in cui il perito ha la funzione di coordinatore di una squadra di trascrittori a Tribunali dove l’ausiliario può effettuare solo lavori materiali e le sue ore devono sovrapporsi a quelle del perito responsabile.
Il numero ha sempre dato maggiore forza, quindi chiedo a tutti i consulenti e periti fonici simpatizzanti del GFF di partecipare attivamente alla stesura di questo documento inviandomi tutte le informazioni necessarie.
Grazie in anticipo.

Luciano Romito
Coordinatore nazionale del Gruppo di Fonetica Forense
Presidente dell’Associazione Italiana di Scienze della voce

martedì 15 novembre 2011

DICO IO MA QUESTI PERITI ANDREBBERO RADIATI?

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Si sono messi ad ascoltare ore e ore di intercettazioni e alla fine hanno ritenuto che la trascrizione delle intercettazioni fatta dal perito del Tribunale fosse sbagliata. Per questo hanno assolto, il 12 ottobre scorso l’ex direttore sanitario dell’Asl di Pavia, Carlo Chiariaco, e l’ex assessore comunale del PdL, Pietro Trivi arrestati insieme ad altre 160 persone nel blitz contro la ‘ndrangheta “Infinito” su ordine del pool antimafia milanese. Chiariaco e Trivi - secondo quanto pubblica il Corriere della Sera - erano accusati d'aver dato 2.000 euro il 20 maggio 2009 a un infermiere e sindacalista dell'ospedale San Matteo “per ottenere il suo voto e quello di altri soggetti non identificati» nelle comunali a Pavia del giugno 2009”, con l'aggravante d'aver con ciò favorito la 'ndrangheta. I due replicavano d'aver solo finanziato un attivista per la campagna elettorale, e l'infermiere lo confermava.Il tribunale di Pavia però aveva in mano le intercettazioni che secondo i periti erano prove schiaccianti: 
“Ho comprato i due voti”


In realtà la frase che i giudici Beretta-Riganti-Balduzzi hanno ascoltato in audio era:
“Ho contato i suoi voti” (la stessa che i periti della difesa avevano trascritto). 


E ancora: 
“Rischiamo un po’ troppo”, scrivono i periti del tribunale di Pavia. 


L’audio dice invece: 
Adesso chiamo Luca Tronconi”. 

Tanto basta per i giudici per ritenere che “l'interpretazione decisamente più corretta” è “quella della difesa” e quindi l'assoluzione il 12 ottobre dall'accusa di voto di scambio dei due.Ma non è tutto. Beretta-Riganti-Balduzzi ritengono anche che non siano stati fatti gli accertamenti anagrafici necessari. L’infermiere ai quali sarebbero stati dati i 2000 euro non era neanche iscritto alle liste elettorali del Comune di Pavia e quindi non poteva votare per Trivi.

“È sorprendente - infierisce il Tribunale - scoprire che non furono fatti accertamenti immediati per verificarne la qualità di elettore a Pavia”, ed “è difficile spiegarsi perché sia stata portata a giudizio un'accusa che, per metà, è inesistente più che infondata”. L’altra metà ipotizzava che l'infermiere intermediasse i 2.000 euro ad altri 100 elettori, stando all'intercettazione in cui i due imputati discutevano del taglio di banconote da imbustare per l'infermiere. Ma “nessun elettore compensato è stato individuato”, e l'intercettazione più valorizzata dai pm “è ambigua: da un lato può essere interpretata come se i 2.000 euro fossero il prezzo dell'impegno dell'infermiere nella campagna elettorale, dall’altro sembra che Chiriaco faccia riferimento a una sorta di tariffario per l'acquisto di voti”. Ma “questa frase” sostengono i giudici, “non trova preciso riscontro in alcuna altra conversazione”, anzi per i giudici è smentita da altre scovate dalla difesa. Per i giudici, “ciò che viene chiesto all'infermiere» appare «un tipico impegno da propaganda elettorale, del tutto lecito”; il succedersi di contrastanti ipotesi di Chiriaco sul valore dei voti rende “evidente che si esibisse in elucubrazioni rispondenti a sue aspettative ma non a fatti concreti”; e la compravendita dei voti non convince i giudici perché “si fatica a immaginare a quale sottoproletariato avrebbe dovuto rivolgersi l'infermiere per scambiare un voto con 10 o 20 euro”.

lunedì 27 giugno 2011

La legge? A piacere!

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Avevo intenzione di procedere ad ingiunzione contro  terzi [Ministero] per fatture [lavori eseguiti a favore di procure e tribunali ovvero perizie foniche] non pagate entro i 60 giorni come da normativa europea.
Ci sono addirittura colleghi che hanno fatture ferme dal 2008-2009 non pagate.

Lo stato però se n'è guardato bene a tutelarsi: tutto ciò che riguarda il capitolato 1360 [detto testualmente da un funzionario] le somme spettanti ad un tecnico o un perito o un consulente non sono pignorabili...  
Quindi da una parte abbiamo una somma che viene "sequestrata" a tempo indeterminato dal Ministero e dall'altra  abbiamo una somma che virtualmente "dovrebbe" essere già stata incassata entro i 60 giorni!!!
ANCORA UNA VOLTA I NOSTRI SUDATI SOLDI [CHE POI NON SONO PIU' NOSTRI MA ORAMAI  DELLE BANCHE]  CI VENGONO NEGATI!!!!!
Un collega mi diceva: "Dovremmo fermarci tutti e non accettare più incarichi!"
Gli ho risposto: "Se non esistessero gli sciacalli...

Francesco Cellini

mercoledì 15 giugno 2011

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Alla cortese attenzione
Del Giudice Monocratico
Tribunale di **********
Dottor ****************

Oggetto: Sollecito provvedimento liquidazione proc. Nr.************ RGT 

         Il sottoscritto Cellini Francesco nominato consulente tecnico in data 24 giugno 2009, con inizio operazioni peritali in data 25 giugno 2009 per la trascrizione delle conversazioni contenute in una microcassetta per come si può evincere da documentazione allegata, con deposito dell’elaborato in data 10 luglio 2009
chiede
che la S. V. Ill.ma provveda al decreto di liquidazione visto che sono trascorsi ormai due anni e che probabilmente vedrà incassare fra altrettanti anni, vista la situazione che da tempo vige nel settore delle perizie.

Restando a completa disposizione porgiamo distinti saluti

Dipignano, 7 aprile 2011

PS: alla fine mi verrà liquidato circa 250-300 Euro lorde se non provvederà ai TAGLI 

VI PARE GIUSTO?

domenica 5 giugno 2011

Perito... generico!

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Mi è capitato nella mia - non dico lunga - sostanziosa "carriera" di perito fonico in ambito forense, di venire a conoscenza diretta di pseudo periti fonici oltre ai periti dell'ultima ora, i "fai da te", coloro che ancora "si permettono" il lusso di lavorare con computer obsoleti, addirittura Pentium 2, con schede audio veramente ridicole, ma che continuano a vedersi affidare incarichi peritali delicati!!! Ma al peggio non c'è mai fine: addirittura vengono dati incarichi [e qui la magistratura cosa fa?] a periti balistici o addirittura a forze dell'ordine.
Altra anomalia: vengono dati incarichi a periti "fuori zona". E così capita che intercettazioni ambientali dell'alto Ionio cosentino, vengano affidati a pseudo periti della Campania o della Basilicata! Oppure - come è capitato in Tribunale del Lazio, per un incarico della DDA con conversazioni ambientali in dialetto calabrese - che un incarico venisse affidato a consulente che opera in abruzzo, per poi desistere per le difficoltà ovvie. "Basta trovare collaboratori della zona di cui sono originari gli interlocutori ed il gioco è fatto!". Non fosse che i collaboratori non potrebbero trascrivere [anche se il magistrato passa sopra anche a questa norma] 
E' sempre più una giungla di periti dell'ultima ora o generici e soprattutto un marasma nel regolamentare l'incarico fin dalla suo affidamento.
SOLITI PENSIERI URLATI NEL DESERTO!!!

Francesco Cellini - Perito fonico in ambito forense - Cosenza        
  

venerdì 29 ottobre 2010

QUEL CONTRATTO CHE "RIDICOLIZZA" IL CODICE DI PROCEDURA PENALE

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Periti e consulenti tecnici

(Norme att. coord. e trans. c.p.p. art. 69)

Il nuovo Codice di Procedura Penale all’articolo 221 prevede che il Giudice nomini il perito scegliendolo tra iscritti negli appositi Albi o tra persone fornite di particolare competenza nella specifica disciplina. Dalla nuova normativa emerge l’esigenza che le indagini peritali vengano svolte da persone fornite di particolare competenze iscritte in Albi che ricalchino quelli dei consulenti tecnici, idonei a soddisfare il reperimento di esperti ai quali affidare gli incarichi.
 
Il perito si nomina nei seguenti casi:
  • Incidenti probatori;
  • Interrogatori di garanzia;
  • Audizioni di minori
Ovvero tutto ciò che riguarda il Giudizio nel periodo in cui è in stato di indagine, ove VIGE la privacy e soprattutto la riservatezza.
Ma a quanto pare il Codice di Procedura Penale ITALIANO può essere EVITATO, SCAVALCATO E SOPRATTUTTO RIDICOLIZZATO Da un contratto di appalto riguardante un servizio che in ambito di indagini non può essere utilizzato per i motivi sopra indicati [Privacy e soprattutto RISERVATEZZA]. Sarà una battaglia solo mia forse, ma c'ha una logica. Le società di verbalizzazione non potrebbero registrare e trascrivere ciò che si svolge in fase preliminare. A dimostrazione che quando è la Procura della Repubblica a dover effettuare un interrogatorio, il Pubblico Ministero nomina un perito.
Se con un contratto sono riusciti a a "Ridicolizzare" il Codeice di procedura penale, possiamo aspettarci di peggio!!!

Francesco Cellini - Perito verbalizzatore in ambito forense

mercoledì 29 settembre 2010

Periti che si fanno corrompere per 100.000/120.000 Euro. E' ora di fare pulizia!!!!

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28/09/2010
È stato arrestato questa mattina Michele Santonastaso, l'avvocato che durante il processo di appello Spartacus lesse il proclama contro Roberto Saviano, Rosaria Capacchione ed il giudice Raffaele Cantone.
A partecipare all'operazione, gli agenti della Dia di Napoli che hanno fermato anche Michele Bidognetti, fratello del boss Francesco, e il capoclan del quartiere Vomero Luigi Cimmino.
In quell'occasione, Santonastaso avanzò istanza di ricusazione del Collegio giudicante leggendo una lettera, a nome dei suoi assistiti, capi del clan dei Casalesi e imputati nel processo, secondo la quale la Corte si lasciava influenzare dalle opinioni dello scrittore, della giornalista e del magistrato.
La lettera fu interpretata però come minatoria e da allora sono state intensificate le misure a tutela dei tre. I tre arrestati di questa mattina sono ora accusati di corruzione, falsa testimonianza e falsa perizia nell'ambito di un'inchiesta che verte sugli espedienti adoperati per agevolare affiliati alle organizzazioni criminali Bidognetti, Cimmino e La Torre.
Gli ultimi aggiornamenti parlano di dieci persone indagate nell'ambito dell'operazione Urania. Tra loro, anche i due periti fonici Alessandro Berretta ed Alberto Fichera, i quali, secondo l'accusa, attestarono falsamente che le voci intercettate in alcune conversazioni non appartenessero a Vincenzo Tammaro (affiliato al clan del quartiere Vomero capeggiato da Luigi Cimmino) ed Aniello Bidognetti, figlio del boss Francesco. Gesto che permise la loro assoluzione e il guadagno, da parte dei periti, di 120.000 euro.
L'avvocato Santonastaso, dunque, sarebbe stato l'organizzatore di questo e di un altro tentativo di "aggiustare" un processo, quello in cui il boss Augusto La Torre era imputato di un altro duplice omicidio. A coprilo in quel caso, l'alibi dell'imprenditore caseario Giuseppe Mandara che raccontò di essere andato a casa del boss nel giorno dell'omicidio per consegnargli una tangente. Tutto ovviamente falso.


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Michele Santonastaso, avvocato del foro di Santa Maria Capua Vetere, è stato arrestato con le accuse di corruzione, falsa perizia, falsa testimonianza
Corrompeva periti per far assolvere dei colpevoli di omicidio, faceva l’ambasciatore dei messaggi tra camorristi in galera e camorristi a piede libero, suggeriva la demolizione di un capannone per alterare la scena di un crimine e mandare in cavalleria le indagini accusatorie. E se necessario faceva un passo indietro e consigliava di farsi revocare il mandato, in favore di colleghi che a suo dire avevano feeling col presidente della Corte di turno. Benvenuti presso lo studio legale di Michele Santonastaso, del foro di Santa Maria Capua Vetere, arrestato dalla Dia di Napoli con le accuse di corruzione, falsa perizia, falsa testimonianza.
Qualcosa di più di un avvocato per i Bidognetti, fazione criminale tra le più feroci nella galassia dei Casalesi. Il professionista, 49 anni, legale storico del clan, non si sarebbe limitato ad assistere i suoi clienti nelle sedi preposte. Ma avrebbe contribuito a rafforzare gli interessi della camorra casertana, con azioni che violavano la deontologia di un normale mandato difensivo. Nelle 169 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal Gip Pia Diani su richiesta dei pm di Napoli Antonello Ardituro, Francesco Curcio e Alessandro Milita, l’avvocato Santonastaso viene tratteggiato come “abile, arguto, capace di uno studio vero, effettivo delle carte processuali” e anche “dalla formidabile spregiudicatezza caratteriale”, che secondo numerosi pentiti si era ritagliato il ruolo di “anello di collegamento all’interno dello stesso sodalizio tra capiclan detenuti e affiliati liberi”.
Secondo gli inquirenti, l’instancabile lavoro di Santonastaso sarebbe la risposta alla domanda riportata in una parte dell’ordinanza: “Come è stato possibile che capi di un’organizzazione camorristica quali Francesco Bidognetti e Domenico Bidognetti (attualmente collaboratore di giustizia) sono stati in grado, benché detenuti da lungo tempo ed in regime detentivo speciale, di dirigere il loro sodalizio impartendo direttive criminali”. Quelle direttive viaggiavano attraverso l’avvocato. In cambio di uno stipendio fisso erogato dal clan, la cui entità varia a seconda del dichiarante: 10.000 euro mensili secondo Anna Carrino, la ex compagna di Francesco Bidognetti, poi pentita; 5000 euro secondo altre fonti.
Alcuni passaggi del provvedimento appaiono inquietanti. Come la testimonianza di Oreste Spagnuolo, relativa a un periodo tra fine 2007 e inizio 2008 “prima dell’inizio della mia latitanza per il mandato di cattura per me e Giovanni Letizia in relazione all’estorsione denunciata da Gaetano Vassallo. Letizia – dice Spagnuolo – organizzò con Santonastaso un incontro presso una pompa di benzina e gli chiese perché Francesco Bidognetti non aveva inteso fare “il trentennale” (ovvero sfuggire all’ergastolo attraverso un comportamento processuale diverso, ndr) e Santonastaso replicò che era difficile mettere la cosa ‘in testa’ a Bidognetti perché non voleva farsi chiamare ‘infame’ e si fece poi cenno alla collaborazione di Domenico Bidognetti. Parlando di ciò Santonastaso disse che ‘i suoi parenti ancora parlavano e giravano per Casale’ e che Francesco Bidognetti era amareggiato’”. Per i pm le parole dell’avvocato furono “un messaggio obliquo dal deflagrante potere criminogeno, veicolando una precisa indicazione di Francesco Bidognetti sulle determinazioni che dovevano prendersi nei confronti di alcuni soggetti non più graditi. Siamo, ormai – si legge nell’ordinanza – oltre il limite che disegna il confine tra contiguità all’organizzazione mafiosa e la fattiva partecipazione alla strategia criminale del gruppo”. C’è inoltre da aggiungere che secondo il pentito Luigi Guida, detto ‘o Drink, Santonastaso era a tutti gli effetti “un affiliato”. Altrimenti non lo avrebbe utilizzato per riferire messaggi di una certa importanza a Francesco Bidognetti.
Non solo. Santonastaso è accusato di aver manipolato le prove di alcuni processi. Avrebbe corrotto due periti fonici (anch’essi arrestati) su mandato di Anna Carrino per far attestare che le voci delle intercettazioni telefoniche ed ambientali relative all’omicidio di Enrico Ruffano e Giuseppe Consiglio, uccisi il 28 aprile 1999 su decisione del clan Bidognetti di Casal di Principe e del clan Cimmino del Vomero di Napoli non erano quelle di Aniello Bidognetti e Vincenzo Tammaro, imputati di quel delitto e assolti grazie alla falsa perizia. Lui, in qualità di avvocato avrebbe potuto avvicinare i periti senza destare sospetti. E se li sarebbe ‘comprati’ con 100.000 euro che la Carrino, sollecitata a far presto dal legale, dovette tirare fuori dal luogo dove li nascondeva in casa: uno scarpone da sci. Santonastaso avrebbe inoltre contribuito alla fabbricazione di un falso alibi per il capoclan Augusto La Torre ‘salvandolo’ da un’accusa di omicidio. E quando ci fu da affrontare il procedimento per l’omicidio Pagliuca, Santonastaso non avrebbe esitato a suggerire a Bidognetti di modificare la scena del crimine, abbattendo il capannone di proprietà dello zio di Domenico Bidognetti dal quale era partito il gruppo di fuoco alla direzione di Teverola. Così sarebbe stata impedita la ricognizione dei luoghi. “Vicenda – si legge – che svela la naturale tendenza a percorrere scorciatoie e ordire frodi processuali”.


mercoledì 7 luglio 2010

Legge 8.7.1980 n. 319

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La ricordate colleghi? Sì, lo so che poi nel 2002 [lontano 2002] vi fu l'adeguamento.
Ma vediamo cosa diceva quella legge:

Omettiamo i precedenti articoli che sono risaputi.
Articolo 7. Spese.

I periti, i consulenti tecnici e i traduttori devono presentare una nota specifica delle spese sostenute per l'adempimento dell'incarico ed allegare la corrispondente documentazione.

Il giudice accerta le spese sostenute ed esclude dal rimborso quelle non necessarie.

Ove i periti e i consulenti tecnici siano stati autorizzati dal giudice ad avvalersi dell'ausilio di altri prestatori d'opera per attività strumentale rispetto ai quesiti posti per l'incarico, la relativa spesa " determinata gradatamente, secondo i criteri stabiliti nella presente legge alla stregua delle tariffe vigenti o degli usi locali.

Quando le prestazioni di carattere intellettuale o tecnico dell'ausiliare hanno propria autonomia rispetto all'incarico affidato al perito o consulente tecnico, il giudice conferisce allo stesso specifico incarico

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9. Indennità.

Al perito, al consulente tecnico, all'interprete e al traduttore che per l'esecuzione dell'incarico debba trasferirsi fuori della propria residenza si applica la legge 26 luglio 1978, n. 417, equiparando il perito, consulente tecnico, interprete e traduttore fornito di titolo di studio universitario o equivalente al dirigente superiore, e tutti gli altri al primo dirigente. é fatta salva la maggiore indennità eventualmente spettante al perito, consulente, traduttore ed interprete che sia dipendente pubblico.
Le spese di viaggio, anche in mancanza della relativa documentazione, sono liquidate in base alle tariffe di prima classe dei mezzi di trasporto destinati in modo regolare a pubblico servizio, esclusi quelli aerei.
Le spese di viaggio con mezzi aerei o con mezzi straordinari di trasporto sono rimborsate solo se preventivamente autorizzate dall'autorità giudiziaria e documentate.

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10. Adeguamento periodico degli onorari.
Ogni tre anni, con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro di grazia e giustizia, di concerto con il Ministro del tesoro, potrà essere adeguata la misura degli onorari di cui agli articoli 2 e 4 in relazione alla variazione accertata dall'ISTAT, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati verificatisi nel triennio precedente.

Dal 2002 ci hanno negato già l'adeguamento del 2005, del 2008 e il prossimo dovrebbe essere del 2011.

VOGLIAMO PROTESTARE?
Se è vero che addirittura non pagano neanche più le spese autorizzate dei collaboratori, che devono essere pagate dal perito e quindi essere scorporate dalle 32 Euro giornaliere, cosa aspettiamo? Che ci chiedono di lavorare gratis?

Francesco Cellini

giovedì 1 luglio 2010

Legge ad magistratis

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Ci viene segnalato un "presunto abuso" fatto in un tribunale riguardante le liquidazioni delle perizie.


E' ben noto [ma solo a chi è del settore] che 32 Euro al giorno già sono poche per un professionista, quindi per un perito fonico trascrittore, ma addirittura negare il compenso dei collaboratori autorizzati in sede dibattimentale nel momento in cui è stato datop l'incarico mi sembra veramente una Legge ad magistratis.
E così un collega nostro dovrebbe sborsare da quei 32 Euro al giorno anche il compenso per i collaboratori, mentre in tutta Italia è legalmente noto che i collaboratori rientrano nella nota spese affrontate dal perito stesso [sempre che ripeto sia stato autorizzato].

Quindi oltre i danni che sono la vergognosa e misera cifra di 32 Euro al giorno ovvero 4 vacazioni che poi vengono puntualmente tagliate dal magistrato di turno, anche il pagamento delle spese che deve uscire dalle 32 Euro.

Assurdo veramente!

Ah, la motivazione di questa decisione: "Bisogna risprmiare!", e quindi si va contro il codice di procedura penale!!!!!

SE TUTTO CIO' E' VERO ABBIAMO SFONDATO IL FONDO!

Francesco Cellini

sabato 5 giugno 2010

CORSO PER PERITO FONICO TRASCRITTORE IN AMBITO FORENSE PER DISABILI VISIVI

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COMUNICATO STAMPA


Responsabile Scientifico prof. Luciano Romito


Dal 7 Novembre 2009 al 22 Maggio 2010 ha avuto luogo un corso di formazione per non vedenti, dal nome: “Corso per perito fonico trascrittore in ambito forense per disabili visivi”.

Questo percorso sperimentale ideato dal Laboratorio di Fonetica- Dipartimento di Linguistica- Università della Calabria nella persona del prof. Luciano Romito che ha due importanti obiettivi: identificare in ciò che per molti è una deficienza (la vista) un punto di forza ed inoltre sopperire alla normativa vigente in ambito di incarichi peritali in Italia. Infatti è noto che in Italia non esiste un albo professionale di periti fonici e neppure un percorso formativo adatto. L’incarico quindi viene affidato solo ed esclusivamente in base ad un rapporto di fiducia tra il giudice ed un privato.

Il percorso formativo è stato “blended” (parte in aula e parte on-line), con uno specifico tirocinio sul campo, rivolto a soggetti non vedenti dalla nascita, in possesso di Laurea e con comprovate competenze informatiche. Il corso è stato inserito nella programmazione dell’I.RI.FO.R O.N.L.U.S (Istituto per la Ricerca, Formazione e Riabilitazione, rappresentante legale dell’Unione Italiana Ciechi, che opera per l’istruzione e l’orientamento a favore di non vedenti) per l’anno 2009 ed è stato patrocinato dall’AISV (Associazione Italiana di Scienze della Voce) e dal GFF (Gruppo di Fonetica Forense). La sede del corso di formazione è stata il Centro studi dell’U.I.C.I “G.Fucà” di Tirrenia (PI), struttura accreditata presso la Regione Toscana per la formazione e l’insegnamento a distanza.

Il Laboratorio di Fonetica e il dipartimento di Linguistica dell’Unical ha concesso il proprio supporto organizzativo a tale iniziativa sia da un punto di vista scientifico che didattico.

Questo progetto si è collocato all’interno di recenti dibattiti e riflessioni sulla tematica delle intercettazioni, tematica che ha conquistato posizioni sempre più da prima pagina tra i mass-media nazionali ed ha fatto divenire oggetto di interesse proprio la figura del perito fonico in ambito forense: ci si chiede infatti sostanzialmente chi sia, di cosa si occupi, ma soprattutto che tipo di formazione, abilità ed attitudini debba possedere per svolgere al meglio il proprio compito.

Il presupposto teorico da cui è nata l’idea del corso di formazione per non vedenti consiste nell’ipotesi di una maggiore abilità, da parte di soggetti che non possono servirsi del senso della vista, nella trascrizione/interpretazione di segnali sonori (la maggior parte dei quali contraddistinta da una qualità particolarmente bassa, dovuta alla presenza di rumori di fondo). Si ipotizza infatti che un disabile visivo grave, non potendosi avvalere di nessun elemento visivo nella percezione del parlato, abbia quasi certamente sviluppato particolari sensibilità e capacità interpretativo-ricostruttive compensative.

Il corso sperimentale ha inteso quindi, mediante un’apposita valutazione finale e globale, verificare l’ipotesi appena esposta.

Gli obbiettivi che ci si è riproposti di raggiungere sono stati:

a) considerare competenza specializzata ciò che l’opinione comune indica come mancanza

b) nell’ottica di una rivalutazione della figura professionale del perito trascrittore, prevedere per i non vedenti una nuova opportunità di lavoro attivo nel settore forense, essenzialmente nella veste di liberi professionisti e consulenti di tribunali e/o studi legali associati in qualità di addetti all’interpretazione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali.

Il corso è stato articolato in un percorso che si è voluto prefiggere lo scopo di garantire l’acquisizione di nozioni basilari delle principali discipline caratterizzanti la necessaria formazione di un perito trascrittore.

Nello specifico sono state previste 700 ore complessive di cui 236 in aula, presso il centro “Giuseppe Fucà” di Tirrenia, 184 ore mediante formazione a distanza e 280 ore di tirocinio pratico (concepito come momento di incontro tra i corsisti e strutture qualificate sul territorio nazionale quali laboratori linguistico-fonetici e studi di periti).

Le lezioni teoriche di base hanno riguardato i seguenti argomenti: Linguistica, Fonetica e Fonologia, Fonetica Forense, Nozioni giuridiche e Signal processing, Psicologia della percezione, ECDL, Autoimprenditorialità e Relazioni e Tecniche relazionali.

lunedì 31 maggio 2010

Capita anche questo

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L´infortunio professionale capitato a un perito fonico del Tribunale di Napoli rischia di riaccendere la polemica intorno al processo sullo scandalo di Calciopoli. Al centro della vicenda c´è infatti lo stesso professionista scelto dal collegio della nona sezione penale, dove sono imputati Moggi e gli altri protagonisti dell´inchiesta sugli intrighi del mondo del pallone. L´esperto ha presentato una perizia fonica al processo per droga nei confronti di un cittadino albanese che presentava valori risultati perfettamente identici a quelli attribuiti a un´altra persona, un boss del clan camorristico dei Casalesi, in una diversa consulenza redatta dallo stesso perito. Circostanza impossibile perché, spiega l´avvocato catanese Giovanni Avila, che assisteva l´imputato albanese, «come accade per le impronte digitali e per il dna, infatti, non è possibile che due perizie vocali di due persone diverse siano uguali e perfettamente identiche in tutti i valori».

Il pm di udienza, Nunzio Fragliasso, ha chiesto la trasmissione degli atti alla Procura per valutare se sia possibile ravvisare reati nella condotta del professionista, che si è giustificato parlando di errore da "copia e incolla". La circostanza avrà certamente effetti dirompenti sull´indagine che ha coinvolto un docente universitario catanese, il professor Alberto Fichera, accusato di aver redatto una perizia favorevole a due boss del clan dei Casalesi, che si era sempre dichiarato vittima di un errore giudiziario ed era stato accusato proprio in base alla perizia fonica risultata identica a quella prodotta al processo contro l´imputato albanese e, divenuta alla luce dei fatti, inutilizzabile.

Ma l´episodio può inasprire il confronto fra accusa e difesa nell´aula di Calciopoli, dove il professionista è stato incaricato dal Tribunale di svolgere la consulenza sulle conversazioni al centro del processo. «A questo punto - afferma uno dei difensori di Luciano Moggi, l´avvocato Paolo Trofino - valuteremo con ancora maggiore attenzione le conclusioni del perito perché la prova regina del processo è tutta nelle intercettazioni telefoniche». In Procura invece c´è grande tranquillità e la certezza che il caso non potrà in alcun modo influire sulle sorti di Calciopoli. Il pm Giuseppe Narducci, che ha condotto le indagini con il pm Filippo Beatrice e rappresenta l´accusa a dibattimento con il pm Stefano Capuano, è impegnato solo a preparare il prossimo appuntamento del processo: martedì 9 febbraio sarà in aula l´investigatore più importante dell´inchiesta, il colonnello dei carabinieri Attilio Auricchio.
 

venerdì 13 novembre 2009

Il CTU diventa un'azienda in franchising

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Sono stato nominato perito in un tribunale del centro Italia. Naturalmente per ragioni di dialetto.
IO NON PRENDEREI MAI PERIZIE IN DIALETTI DIVERSI DAL MIO. HO RISPETTO PER I COLLEGHI DEL POSTO.

MA ALTRI NON LO HANNO LO STESSO RISPETTO

IN MOLTI STANNO PROPONENDOSI NELLE VARIE CANCELLERIE
COLLEGHI O PIUTTOSTO FALSI COLLEGHI CHE PENSANO CHE PRENDERE UNA PERIZIA FUORI ZONA E FARLA TRASCRIVERE ALLO SCHIAVETTO DELLA ZONA SERVA A QUALCOSA: SI' A QUEL MONOPOLIO UTOPICO SEMPRE SOGNATO, FALLITO NELLA VERBALIZZAZIONE.

FARE IL PERITO, IL CTU E' UNA COSA SERIA E NON PER TUTTI
CAPITO SCRIBACCHINI DELL'ULTIMA ORA?

Francesco Cellini - Cosenza

sabato 11 luglio 2009

Al processo "Odissea", una condanna e due assoluzioni

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'Ndrangheta:
11/07/2009
Una condanna e due assoluzioni.
E' questa la sentenza emessa dal tribunale di Vibo Valentia nell’ambito del processo 'Odissea' a carico di tre imputati arrestati nel settembre 2006 assieme ad altri 40 a seguito dell’indagine del pm della Dda di Catanzaro Marisa Manzini e della squadra mobile vibonese. Il collegio presieduto da Giancarlo Bianchi, ha condannato Domenico Mancuso, 28 anni (nella foto) soprannominato "The red" e figlio del boss Diego, del clan di Limbadi, alla pena di quattro anni e sei mesi, oltre a 600 euro di multa, accusato di associazione mafiosa ed estorsiva aggravata.Assolti Pasquale Quaranta, di 46 anni, di Santa Domenica di Ricadi, ed Antonio Vacatello di 44 anni, di Vibo Marina. Il pm Manzini, nell’udienza del 21 maggio scorso, aveva chiesto 12 anni e 3mila euro di multa per Domenico Mancuso, 9 anni e 6mila euro per Antonio Vacatello e 7 anni per Pasquale Quaranta.
Il processo ha avuto un iter lungo e tormentato in quanto l’accusa è stata costretta a rimandare la requisitoria e nominarne un nuovo perito a causa di "rilevanti omissioni" nelle trascrizioni delle intercettazioni. A carico degli imputati è caduta l’accusa principale, quella di far parte della cosca guidata dal padre Diego e dallo zio ergastolano Giuseppe Mancuso, elementi di spicco dell’omonimo clan di Limbadi.

martedì 26 maggio 2009

Intercettazioni/ Cassazione: arresto nullo senza nastri a difesa

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Avvocato ha diritto a copia integrale delle registrazioni
L'ordinanza di custodia in carcere è nulla se il pm non consegna all'avvocato difensore i nastri delle intercettazioni sulle quali si fondano le accuse. Non basta la trascrizione integrale delle registrazioni. E la regola vale anche se le intercettazioni non sono state ancora depositate dagli inquirenti. Con una sentenza che richiama una pronuncia del 2008 della Corte costituzionale, la Cassazione ammonisce i pm a "giocare a carte scoperte" quando si tratta di arresti frutto di intercettazioni telefoniche o ambientali. Se la difesa, dopo aver ricevuto copia del provvedimento che ha portato in cella il suo cliente, fa richiesta delle registrazioni su nastro o su Cd che sono servite all'accuse per le contestazioni, l'accusa non può ricorrere ad un surrogato come le trascrizioni su carta nemmeno se quelle intercettazioni non sono state ancora depositate neppure al gip che ha emesso l'ordinanza accontentandosi, per l'appunto, delle trascrizioni. I giudici della sesta sezione penale della Corte, con la sentenza 19150, hanno perciò annullato con rinvio la decisione del tribunale del riesame di Brescia che, a gennaio scorso, aveva invece confermato l'ordinanza di custodia in carcere nei confronti di due extracomunitari arrestati dalla procura di Bergamo per spaccio di stupefacenti. Dopo l'arresto il difensore dei due arrestati aveva presentato ricorso al riesame chiedendo alla procura la copia delle intercettazioni, raccolte su un Cd, sulle quali si basavano le accuse. Alla mancata risposta dell'ufficio inquirente, l'avvocato aveva replicato con una richiesta di inutilizzabilità delle intercettazioni. Richiesta respinta dal riesame secondo il quale "non essendo stata avanzata alcuna obiezione sulla correttezza delle trascrizioni", non c'era ragione di ritenere indispensabile la copia del Cd con le conversazioni originali. Una tesi che la Cassazione ha duramente bocciato: "Sulla scorta della sentenza 336 del 2008" della Corte costituzionale, scrive la Cassazione, "dopo la notifica o l'esecuzione dell'ordinanza che dispone una misura cautelare il difensore può ottenere la trasposizione delle registrazioni di conversazioni o comunicazioni intercettate, utilizzate ai fini del provvedimento cautelare, anche se non depositate". Insomma, se le intercettazioni sono compromettenti, anche la difesa ha il diritto di ascoltarle dal vivo.

lunedì 30 marzo 2009

Guadagnare 1,6 Euro lorde al giorno

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Ho trovato l'ultimo articolo pubblicato, quello sulle liquidazioni, quanto mai giusto e interessante come sempre, ma questo più interessante di altri perché, usando un'espressione abusata, ma che in questo periodo però è appropriratissima, di sola aria non si campa!!
E' un problema reale, bisognerebbe unirsi e far sentire la nostra voce, perché credo che l'opinione pubblica tutto questo lo ignori! Ma come giustamente dite nell'articolo [ndr: eterno dramma delle liquidazioni] sono anche parecchi nostri colleghi a non volere ciò, per il modo in cui lavorano, non proprio professionale.
Quello che non riesco a capire è questo: pagandoci la miseria di 4 euro l'ora, e non potendo lavorare oltre 8 ore al giorno, mi sapete spiegare come fanno certe aziende a chiedere liquidazioni di svariate migliaia di euro? Io da libero professionista dichiaro le mie ore e vengo pagato a vacazioni. Nell'ultimo lavoro di perizia da me fatto, sono stato occupato 4 mesi con una media di 6 ore al giorno di lavoro e son stato liquidato di circa 2000 euro lorde, che è davvero una miseria, visti i 4 mesi di lavoro. Prende più una badante part-time!!!
E invece sentivo di un'azienda incaricata da un Tribunale molisano per una perizia di trascrizione che, alla consegna della perizia, ha chiesto liquidazioni per 160 mila euro! Ma come è possibile arrivare a queste cifre, chiedono il rimborso anche dell'energia elettrica consumata e dell'aria respirata dal trascrittore?

Ringrazio in anticipo della risposta e vi esorto a continuare così!

Buon lavoro.
Email firmata

mercoledì 25 marzo 2009

L'eterno drammma delle liquidazioni

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Due anni fa (febbraio 2007) mandammo una missiva all'allora sottosegretario della Giustizia nella quale esprimevamo i nostri disappunti e i nostri gravi porblemi finanziari per ciò che concerne le liquidazioni delle consulenze tecniche. Fino a qualche mese prima era in atto un sistema di pagamento che malgrado avesse anche esso ritardi, comunque materialmente c'era, ovvero le liquidazioni venivano anticipate dalle Poste Italiane. Un Ministro dell'allora governo in carica ebbe la brillante idea (sempre con 'sto scopo del risparmio) di bloccare tutto, innovare il sistema, non più Poste Italiane, ma la tesoreria del territorio (Banca d'Italia), non più tanti software nelle varie corti d'appello, ma un software unico (e questo - per chi ha memnoria - ha slittato di almeno 6-8 mesi i pagamenti già in ritardo) perché bisognava adeguare tutti gli uffici liquidanti, catechizzare gli addetti eccetera, aggiungi la centralizzazione di tutte le liquidazioni dei singoli tribunali alle corti d'appello di apparteneza (esempio se prima era il tribunale di Rossano Calabro a liquidare, adesso passa tutto alla Corte d'appello di Catanzaro), fatto sta che si sono diluiti i tempi. Aggiungiamo come ciliegina sulla torta che il Ministero non invia i fondi necessari per poter coprire il pregresso e l'attuale quantitativo monetario, questa è naturalmente la versione delle corti d'appello mentre il Ministeri risponde che manda in base alle richieste preventive delle singoli corti in materia di spesa preventiva. Alla fine chi paga siamo sempre noi che paghiamo per non aver nessuna tutela, per non avere nessun albo, per non far parte di nessuna associazione di categoria (ma qui è un fatto di comodità perché molti colleghi probabilmente con lavorerebbero con i piedi come lavorano oggi e quindi o si adeguerebbero o cambierebbero lavoro). Non abbiamo quindi voci in capitolo, non abbiamo santi in paradiso, non siamo neanche riconosciuti, veniamo ancora pagati a 4,08 Euro l'ora lordi e di conseguenza non possiamo permetterci di lavorare neanche un minuto in più dopo le otto per legge (anche se molte volte siamo costretti anche a lavorare 12 ore di fila) perché lo Stato non ce lo riconsce, anzi i Magistrati (che in quel momento rappresentano lo Stato) non pensano due volte a tagliare le nostre liquidazioni, dimenticandosi che dal momento in cui accettiamo l'incarico rappresentiamo il magistrato stesso. Ma niente, ormai il motto è diventato: Farlo subito, in pochissimo tempo, limitando collaborazioni e noleggi e possibilmente in economia.

mercoledì 25 febbraio 2009

Quando un contratto (assurdo) sostituisce il Codice di Procedura Penale

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Art. 141-bis.
Modalità di documentazione dell'interrogatorio di persona in stato di detenzione.
1. Ogni interrogatorio di persona che si trovi, a qualsiasi titolo, in stato di detenzione, e che non si svolga in udienza, deve essere documentato integralmente, a pena di inutilizzabilità, con mezzi di riproduzione fonografica o audiovisiva. Quando si verifica una indisponibilità di strumenti di riproduzione o di personale tecnico, si provvede con le forme della perizia, ovvero della consulenza tecnica. Dell'interrogatorio è anche redatto verbale in forma riassuntiva. La trascrizione della riproduzione è disposta solo se richiesta dalle parti.

Ma in quasi tutti i tribunali questo non avviene, il tutto è affidato alla ditta delle trascrizioni.
Come mai?

giovedì 12 febbraio 2009

Discussione sul nuovo disegno di legge del governo in materia di intercettazioni telefoniche.

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Sono ben sei gli elementi che distruggono lo Stato di diritto in questo disegno di legge:
I criminali si scelgono il giudice
La beffa dell'intercettazione
L'inganno dell'eccezione "criminalità organizzata"
Eliminazione delle intercettazioni ambientali
La gabbia della burocrazia
Bavaglio ai giornalisti e Stato di polizia
Conclusioni: Stato di diritto addio ed economia a rotoli

sabato 31 gennaio 2009

Perizie: Offerte da Ipermercati

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Tra le norme che il Governo ha sottoposto alla Commissione giustizia della Camera in materia di intercettazioni ce n'è anche una che - mettendo un tetto di spesa per ogni Procura - dovrebbe limitare il costo delle intercettazioni telefoniche e ambientali.
Eppure il business continua a fare gola a molti.
E una società di Rimini lancia l'idea delle intercettazioni in franchising...
L'articolo integrale:

giovedì 15 gennaio 2009

3 COMMISSIONI PER GRUPPO FONETICO FORENSE

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CALABRIA/UNIVERSITA':
(ASCA) - Rende (Cs), 14 gen - Saranno tre le Commissioni chiamate ad operare nell'ambito del Gruppo di Fonetica Forense, costituito ad iniziativa del Laboratorio fonetico dell'Universita' della Calabria e coordinato dal prof. Luciano Romito...
IDENTIFICAZIONE DELLE COMMISSIONI o GRUPPI DI LAVORO
1) COMMISSIONE : Miglioramento delle spese per le intercettazioni
La commissione si occuperà di:- spese di giustizia inerenti l’intero percorso delle intercettazioni (la riduzione degli sprechi sarà il tavolo di discussione con le istituzioni per un cospicuo e importante aumento delle liquidazioni dei consulenti e dei periti nonché per la rivalutazione dello stesso concetto di vacazione);- raccolta di sentenze e documenti sull’argomento da inserire nel sito.
2) COMMISSIONE: Trascrizione
La commissione si occuperà di:- aspetti inerenti la figura professionale dell’esperto di voce in ambito forense di trascrizione con riferimento a: incarico, figura del Perito/Consulente e dei suoi collaboratori, le competenze richieste ecc.;- aspetti inerenti la trascrizione;- rapporti tra Perito/consulente e organi giudiziari;- raccolta di sentenze e documenti sull’argomento da inserire nel sito.
3) COMMISSIONE: Comparazione fonica
La commissione, oltre ad avere dei punti di contatto con alcuni gruppi di lavoro della commissione Trascrizioni, si occuperà di:- aspetti inerenti la figura professionale dell’esperto di voce in ambito forense di comparazione con riferimento a: incarico (formulazione del quesito e della risposta da dare), figura del Perito/Consulente e dei suoi collaboratori, le competenze richieste ecc.;- aspetti inerenti la relazione di comparazione;- rapporti tra Perito/consulente e organi giudiziari;- raccolta di sentenze e documenti sull’argomento da inserire nel sito.
Tutte le informazioni, compresi i nomi dei soci che partecipano ad ogni singolo gruppo di lavoro verranno pubblicati sul sito internet GFF.
Grazie per la collaborazione e… buon lavoro.
Gruppo di ricerca del GFF
Laboratorio di fonetica, Università della Calabria
Tel. 0984-494078, Fax 0984-494114
Per ogni altra informazione o comunicazione
contattarci all’indirizzo e-mail del GFF: gff@unical.it

mercoledì 7 gennaio 2009

Aneddoti... ma veri!

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In questo post si vuole raccogliere un po' di materiale riguardante stranezze, aneddoti, e notizie varie sul nostro mondo sempre più mal pagato e sottovalutato.
Inizio con raccontarvene uno di avvenimento che sa di ridicolo ma nello stesso tempo fa molto riflettere su come non si consaiderano i periti trascrittori.
Cinque anni fa, mi trovavo in Tribunale, prima di accettare un incarico, informalmente il giudice mi fece una domanda (era il periodo che in TV era passato lo sceneggiato Ultimo), anzi più che una domanda mi chiese se potevo trascrivere da alcune DAT il dialoghi tra presenti eliminando il sottofondo (a volte ad alto volume) del televisore. "In Ultimo con il programma "jumper", dimostrano che si può fare".
A voi aggiungere altre informazioni simili, giusto per far emergere come il nostro settore abbia bisogno di una regolamentazione e di come Magistrati e avvocati debbano essere catechizzati su questa materia sempre più (come dicevo sopra) sottovalutata.

mercoledì 29 ottobre 2008

Che cos'è che non va?

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In questa discussione vogliamo mettere nero su bianco ciò che non va negli incarichi che ci vengono affidati. Tutte le segnalazioni le inseriamo poi in un testo. Sicuramente possiamo iniziare con il discorso vacazioni, e qua ci trova tutti d'accordo: e poi?

lunedì 27 ottobre 2008

Trascrizioni e sentenza della Corte Costituzionale

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Egregi:

Vorrei evidenziare la seguente sentenza della Corte Costituzionale. Nel merito di fatto dichiara la illegittimità costituzionale una parte dell'art. 268 del cpp. Nello specifico la sezione che non prevede la possibilità per il difensore di ottenere le trascrizioni di registrazioni di conversazioni intercettate prima della notificazione o dell’esecuzione della custodia cautelate.
Giunge però a queste conclusioni giudicando la trascrizione operata dalla PG come sommaria e riassuntiva, definisce l’operazione di trascrizione una operazione molto complessa speso “interpretativa”
: "La qualità delle registrazioni può non essere perfetta ed imporre una vera e propria attività di «interpretazione» delle parole e delle frasi registrate, specie se nelle conversazioni vengano usati dialetti o lingue straniere. In ogni caso, risultano spesso rilevanti le intonazioni della voce, le pause, che, a parità di trascrizione dei fonemi, possono mutare in tutto o in parte il senso di una conversazione. Non v'è dubbio che la trascrizione peritale dei colloqui costituisce una modalità di valutazione della prova più affidabile di quanto non sia l'appunto dell'operatore di polizia ed, a maggior ragione, la sintesi che può essere contenuta nei «brogliacci».". Sottolinea per la prima volta che il perito deve essere un esperto e che in quanto tale può aggiungere informazioni al mero lavoro di trasposizione (non solo nel caso di traduzione di dialetti); sottolinea che la trascrizione deve essere completa e che trascrizioni incomplete per presenza di troppi incomprensibili o parti mancanti non possono essere utilizzate come prova in quanto inaffidbili; Un ulteriore fatto importante riguarda il concetto di realtà e sua interpretazione cioè la differenza tra il sonoro e la sua trascrizione. Questa infatti è solo una rappresentazione della realtà interpretata dal perito. Lo diciamo da anni ora viene riconosciuto non solo dalla Corte di Cassazione ma anche dalla Corte Costituzionale. "Tuttavia, la stessa giurisprudenza di legittimità è ugualmente costante ed uniforme nello stabilire che la trascrizione (anche quella peritale) non costituisce la prova diretta di una conversazione, ma va considerata solo come un'operazione rappresentativa in forma grafica del contenuto di prove acquisite mediante la registrazione fonica".

Luciano Romito - Professore Associato di Fonetica e Fonologia
Laboratorio di Fonetica - Università della Calabria
luciano.romito@unical.it

tel 0984-494097 fax 0984494114

venerdì 24 ottobre 2008

Miseria e... basta!

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Ed eccoci a fine anno. Come di consueto, vista la crisi delle nostre casse e delle nostre tasche, si tenta la solita telefonata alla Corte d'appello per sapere se anche quest'anno si potrà sperare in un Natale NORMALE o al solito Natale austero che ci proietterà nell'universo dei prestiti delle finanziarie, visto che le banche oramai c'hanno chiuso i rubinetti.
Il tempo di fare testa o croce, la moneta cade però a terra e non si trova. Un'Euro in meno in tasca, "Brutto segno". Quindi incrociamo le dita, ma le dita oggi sono rigide e non ne vogliono sapere ad incrociarsi. Ahi, ahi! Telefonata alla Corte D'Appello. Dopo un'ora finalmente risponde l'incaricato. Ometto la parte della telefonata e passo al sodo: Natale austero cari colleghi, soldi finiti da un pezzo, hanno pagato solo i primi due mesi del 2008 e il Ministero non manda più soldi. Si riparte da fine febbraio 2009 per pagare le fatture di marzo 2008 a seguire. Tutto normale, tranquilli. Doppia umiliazione: non solo la miseria delle vacazioni scandalosamente basse, ma anche pagamenti con ritardi di oltre un anno. Basterebbe un concorso del Superenalotto da devolvere alle casse del Ministero in modo da pagarci e portarsi in pari. Troppo difficile? Quello che voglio farvi capire, cari colleghi, invece di pensare a litigare, pensiamo a cose serie, pensiamo solamente a come ci stanno considerando da decenni. Pensiamo che non è giusto che si anticipano soldi, si pagano tasse, e alla fine dopo 15-20 mesi appena ci viene liquidato il compenso è festa solo per il direttore della banca. Oggi come oggi sarebbe già qualcosa avere la serenità di TOTO' (nella foto) ma purtroppo siamo stati superati anche da lui come MISERIA!

sabato 18 ottobre 2008

black hole news - i costi dell'ingiustizia

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http://www.termolionline.it/notizie/interrogazione-sui-costi-dellinchiesta-black-hole--6628.html
18/10/2008 - Interrogazione sui costi dell'inchiesta 'Black Hole'
TERMOLI. Sono state oggetto di interrogazioni parlamentari le spese che la Giustizia ha sostenuto per le intercettazioni degli indagati nell’ambito dell’inchieste denominate, ’Back Hole’ e 'Black Hole 2'.Secondo quanto affermato in un articolo pubblicato su ‘Il Giornale’ di oggi, l'attuale senatore e membro del Governo, Carlo Giovanardi, avrebbe sostenuto nei testi come l‘uso delle intercettazioni ambientali, oltre a essere risultato costosissimo (163 mila euro a carico dell’erario), avrebbe dato esiti di un qualche interesse per l’inchiesta giudiziaria, solo in un numero molto esiguo di circostanze e trascrizioni.<<>>.Sempre secondo quanto contenuto nell’articolo di Chiocci, <<>>.Nel testo dell’interrogazioni parlamentari prodotte da Giovanardi, si poteva leggere :<<>>
Intercettazioni, spiati pure gli spot dei telefonini
«Black hole», buco nero.
Il nome della tanto reclamizzata inchiesta anticorruzione della procura di Larino (sede distaccata di Termoli) che dopo quattro anni langue nel dimenticatoio senza nemmeno approdare a una richiesta di rinvio a giudizio, ben si adatta ai buchi in cassa della giustizia italiana. Già, perché con il deposito degli atti ai difensori è emerso (ingigantito) ciò che quotidianamente salta agli occhi in tantissimi altri processi: allo spreco enorme di denaro per intercettare e trascrivere le conversazioni degli indagati, in quest’angolo di Molise si sono buttati tantissimi soldi per riportare, nero su bianco, centinaia e centinaia di messaggi (in voce e via sms) dei gestori telefonici nonché le chiacchierate intime fatte sul lettino di una ginecologa.Nel caso in questione si è infatti scoperto che per investigare su un presunto centro di potere guidato dall’ex sindaco di Termoli, nonché ex deputato dell’Udc, Remo Di Giandomenico e da sua moglie Patrizia De Palma, primario di ostetricia, la procura di Larino non s’è risparmiata: secondo i difensori degli indagati, 80mila sono le pagine che riportano le trascrizioni pagate dall’erario 163mila euro. La metà di queste pagine riguardano conversazioni private, anzi privatissime, estranee ai fatti contestati, non utilizzabili al fine dell’indagine. Il 30 per cento, poi, riporta i numerosissimi messaggi delle diverse compagnie telefoniche, messaggi tradotti e messi in conto al tribunale: «Il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile, la preghiamo di richiamare più tardi», «Il cliente è impegnato in altra conversazione», «Servizio chiama ora di...», «Dopo il segnale acustico registri il suo messaggio», «The customer you have dialed, is not available at the moment, please tray later», «... Servizio di segreteria telefonica...» e via discorrendo. Oppure le promozioni degli operatori telefonici incentrate sul «paghi meno e parli di più».Un restante 10 per cento del materiale raccolto rientra in una categoria inclassificabile poiché riporta le angosce, i dubbi e le speranze di centinaia di donne che si sono sottoposte a una visita ginecologica dalla dottoressa Patrizia De Palma (la moglie del sindaco) all’ospedale di Termoli oppure nel suo ambulatorio di San Severo. Pagine e pagine, diventate pubbliche, con i segreti più intimi delle signore molisane. Quanto possano tornare utili le prescrizioni di esami e pillole contraccettive, i medicinali per curare infezioni e patologie sessuali, sinceramente sfugge. Così come sfugge la ratio di quest’inchiesta che sembra raggomitolarsi su se stessa, e che addirittura ha prodotto un bis con la «Black Hole 2» (condotta, come la Black Hole 1 dal pm Nicola Magrone, ex deputato di centrosinistra) nella quale si è ammanettato, con accuse discusse e discutibili, pure un colonnello dei carabinieri. Gli oltre cento indagati da anni reclamano provocatoriamente l’apertura di un processo che invece non si fa non solo perché la procura di Larino non ha chiesto alcun rinvio a giudizio bensì perché, trascorsi quattro anni, deve ancora chiudere formalmente le indagini.Due inchieste, una più surreale dell’altra, secondo l’onorevole Carlo Giovanardi, autore di interrogazioni parlamentari di fuoco. Non solo a lui riesce difficile capire come sia stato possibile arrestare o indagare esponenti delle forze dell’ordine e avvocati, ad esempio, per non aver pagato quindici fotocopie, per aver usato il pc dell’ufficio per collegarsi a un sito porno, per esser stato in disaccordo con un subalterno. E che dire dell’ex sindaco Di Giandomenico, finito sott’inchiesta nel 2003 ma iscritto nel registro degli indagati solo a fine 2005, ossia alla vigilia delle elezioni politiche del 2006. Come giudicare, ancora, certa spettacolarizzazione delle indagini culminata con l’interrogatorio di Luca Cordero di Montezemolo, ascoltato solo perché, in una telefonata, la moglie del sindaco parlando di un ecografo (rubato, secondo la procura) lo aveva tirato casualmente in ballo in un discorso molto più ampio. Alquanto irritato per il fuoriprogramma, Montezemolo non ha potuto far altro che ribadire quanto già trapelava dalla lettura delle intercettazioni, dai pedinamenti, dai controlli incrociati. E cioè che non solo non conosceva il sindaco Di Giandomenico o la moglie, ma che la Fiat non era mai stata sollecitata a farsi regalare un ecografo. E soprattutto che lui, Montezemolo, a Termoli non ci aveva mai messo piede in vita sua.
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297656&START=1&2col=
Il Tempo - Molise 28.09.08 La ditta incaricata dal Tribunale di Larino ha presentato il conto: 163 mila euro. A carico di chi subirà la condanna Tanta pubblicità nelle intercettazioni
Black Hole Buona parte delle conversazioni riguardano gli sms dei gestori telefonici
LARINO «La persona che cerca per ora non è raggiungibile, vuole richiamare al momento giusto, prema cinque o resti in linea e non appena tornerà contattabile il suo telefonino squillerà, oppure prema zero ed un sms le dirà quando richiamare...». Intercettazioni telefoniche "Black Hole": buona parte delle conversazioni trascritte dalla ditta incaricata dal Tribunale di Larino che ha presentato un "conto" da 163 mila euro riguarderebbero messaggi pubblicitari di gestori telefonici pervenuti sui cellulari dei numerosi indagati, cioè quelli che ogni giorno riceviamamo sui nostri telefonini.Una percentuale elevata dello "sbobbinamento" sarebbe riferito a sms con un contenuto standard: "non sei raggiungibile" trascritti dagli operatori incaricati dal tribunale. Altri, invece, sempre numerosi riguarderebbero messaggi promozionali di tariffe e quant'altro arrivati sulle utenze sotto la "lente d'ingrandimento" degli inquirenti. Naturalmente spiccano nel corposo fascicolo delle 8 mila pagine trascritte anche colloqui di vario tipo ma sfogliando le numerose pagine balzerebbe all'occhio la costante presenza dei messaggi pubblicitari trascritti in toto che hanno contribuito a far crescere in maniera notevole il numero degli "sbobbinamenti" e, di conseguenza, anche i costi del servizio espletato in maniera puntuale dagli incaricati. Il "conto" è stato presentato nei giorni scorsi dalla ditta del Nord Italia che ha effettuato le trascrizioni delle intercettazioni effettuate dagli inquirenti nell'arco dei vari mesi, sembra anni, di indagine.I candidati a pagare la cifra saranno coloro che saranno ritenuti colpevoli dai giudici dei reati di cui ora sono accusati e, di conseguenza, subiranno una condanna penale al termine del procidimento giudiziario.

sabato 11 ottobre 2008

Albo o non albo?

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Si discute da tempo sulla formazione di un albo professionale. Ma manca prima di tutto la professione. Ci definiamo periti fonici ma è una definizione che non calza a pennello. Ma chi è un perito?
PERITO: Che è particolarmente esperto in un'arte o scienza. Chi, per la profonda conoscenza di un'arte o scienza, può pronunciare pareri, giudizi. Titolo di studio conferito mediante diploma da vari istituti tecnici.


Quindi possiamo considerarci esperti di che? Conoscenza profonda di che? Di come si sbobina una cassetta? Di come si trascrive una intercettazione? Beh, allora sono esperti anche gli studenti universitari che registrano le lezioni con i propri registratori e poi le sbobinano e trascrivono.


E non ci siamo. (A parte che gli studenti sono entrati anche nel mondo della verbalizzazione ma chiudiamo qua che quello è un altro tasto molto dolente). Abbiamo un titolo di studio SPECIFICO? E per titolo di studio si intende un diploma e non un attestato di frequenza. Quindi il perito puro nel nostro settore forse non esiste se non il perito fonico.


FONICO: Attinente alla voce e alla pronuncia delle parole. Tecnico addetto alla registrazione dei suoni. Figura professionale che che si occupa della gestione dell'audio in ogni attività od evento che preveda l'utilizzo di microfoni, mixers, diffusori acustici, registratori, etc.


Quindi non si parla di trascrizioni nè nella prima definizione e né nella seconda.


Proviamo con consulente.


CONSULENTE: Che dà pareri, consigli. Professionista a cui ci si rivolge per avere informazioni e consigli.


E neanche questo va bene. Noi non diamo pareri, non diamo consigli. Noi siamo scribacchini, amanuensi tecnici.


Ma basti pensare chi fa questo mestiere (se così si può chiamare) e a quanto lo pagano (una vera miseria). Impiegati statali, docenti, periti balistici, mogli di magistrati, mogli di cancellieri, fratelli di avvocati, maestri di musica, laureati (ma dottori però), da una parte. Dall'altra ditte indagate, prestanomi per le ditte stesse (indagate nello stesso tempo), ditte che tramite un proprio dipendente ha svolto perizia per la procura e poi la risvolge per il Giudice in udienza, amici degli amici... e poi basta avere un certo rapporto di fiducia con un magistrato e il gioco è fatto.

Allora diciamolo francamente, tutto fa brodo! Non trovo grave che un magistrato abbia una moglie che trascrive, sarebbe grave se gli dà un incarico in una sua udienza; trovo invece molto grave che ditte (e non amanuensi tecnici) indagate nello stesso momento continuano ad avere incarichi peritali. Riflettiamo su questo! Iniziamo dalle cose più gravi!

Da oggi questo blog si chiamerà CTU ITALIA - Trascrittori fonici

giovedì 4 settembre 2008

Tutto aumenta, ma siamo sicuri?

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Nel nostro paese tutto aumenta, e riferendomi al nostro lavoro posso liberamente dire che tutto ciò che usiamo per portare avanti la baracca è aumentato.
La benzina è aumentata
La luce è aumentata
La carta per stampare è aumentata
Il toner è aumentato
I TEMPI DI PAGAMENTO DA PARTE DELLE CORTI D'APPELLO sono aumentati
MA LE VACAZIONI?
Niente, si continua ad ignorare la nostra categoria (solo dei fonici)
Approfitto a nome de colleghi per fare un appello a chi di competenza (Stato o Ministero della Giustizia): Non chiediamo di diventare milionari (di Euro) ma di portare a parametri dignitori il valore delle vacazioni, ferme ormai a sei anni fa e da sei anni fa per esempio la benzina è aumentata di 45 centesimi a litri, la carta è aumentata di 1 Euro a risma, il toner di 10 Euro in media, e i tempi di pagamento sono arrivati anche a due anni di distanza.
Che ne dite colleghi se portassero le vacazioni tipo la prima a 30 Euro e le successive a 20 Euro?
E non chiediamo neanche moltissimo, visto che il 90 per 100 della spesa per le intercettazioni è dovuta a ben altro (Ditte che installano microspie, gestori telefonici che usano tariffe vecchie quando poi in realtà basterebbero linne flat per ogni gsm installato...)
Vogliamo aprire un dibattito?

venerdì 20 giugno 2008

Quelli che... 32,60 Euro al giorno

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Ma dobbiamo ancora accontentarci dei 32,60 Euro al giorno? Noi periti fonici unica categoria che NON PUO' EVADERE LE TASSE e che quindi non si arricchisce!
Per non parlare dei tagli ingiustificati che ci fanno i Giudici sulle richieste di liquidazioni.
Qual è la strada da intraprendere?
Comincio io: abolizione delle vacazioni

giovedì 12 giugno 2008

La donna che ascolta: «Non c'è abuso in Veneto e Friuli»

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La sua professione, quella di consulente tecnico per tribunali e Procure, tra cui anche quelle venete e friulane, la fa calare ogni giorno in una sorta di "grande fratello", realizzato però con spezzoni della vita reale delle persone. Cristina Pavan, udinese, segretario nazionale del Co.Vit, Coordinamento verbalizzatori italiani, titolare dello studio "Gamma", con sedi nel capoluogo friulano e a Milano, è costantemente alle prese con la trascrizione di intercettazioni telefoniche e ambientali, insieme al marito, il milanese Massimo Brignoli, che segue la parte tecnica dell'attività.
Sono diverse le difficoltà che capita di affrontare: «In ordine tecnico - spiega Pavan - ma anche in ordine pratico perchè non esiste, almeno nelle Procure che ho frequentato, un iter per cui al perito vengano consegnate le cassette o il materiale peritale. Di solito se le deve andare a cercare, cominciando a telefonare a chi ha effettuato le intercettazioni.
È una situazione generalizzata rispetto alla quale stiamo battagliando da molto tempo». È accaduto, riferisce, che siano stati chiusi procedimenti senza aver acquisito le intercettazioni perchè non si trovavano.
E chi trascrive si scontra anche con ostacoli finanziari: «Siamo obbligati ad accettare l'incarico ma le nostre perizie ci vengono pagate, a volte anche due anni dopo, e il giudice ha facoltà di decurtarle.
Le nostre vacazioni, l'unità di misura, sono pari a 8,15 euro ogni due ore di lavoro. E non commento...».
I conti finiscono per quadrare sulla quantità e pareggiandoli con altre attività meglio retribuite. È necessario l'impiego anche di ausiliari, per tradurre dalle lingue straniere, tra cui quella rom. «Ormai abbiamo costituito noi un team di persone assolutamente fidate ma è stato difficilissimo ed è stato un lavoro che è durato anni - racconta -. È il nostro studio che integra e anticipa i loro onorari sennò non troveremmo nessuno».
Ma vedere il mondo da questa prospettiva così particolare, conoscere tanti retroscena, quanto cambia? «Da un certo punto di vista senz'altro ho aperto gli occhi sulla realtà e sono disincatata, da un altro però ho avuto l'occasione di valutare le persone sotto un aspetto forse più umano - afferma Cristina Pavan - Ho ascoltato alcuni considerati nababbi piangere al telefono perchè non avevano i soldi per pagare la bolletta del gas. E ho udito la disperazione di imprenditori che stavano fallendo».
«Da un anno e mezzo non trascrivo più le registrazioni dei bambini abusati. Lo fanno i miei colleghi. È stata una scelta personale. Mi sono resa conto che era un lavoro per me più gravoso di quello che mi sembrava» aggiunge.
E in questi anni ci sono stati anche i momenti di paura: «L'anno scorso abbiamo trovato l'ufficio aperto ma non mancava niente. Abbiamo sistemi di allarme e di segretazione di tutto quello che facciamo. Noi non abbiamo archivio e una volta che consegnamo le perizie non c'è più traccia nei nostri hard disk di niente».
La segretaria del Co.Vit entra nel merito del dibattito in corso: «Credo che se si facesse un po' di ordine sarebbe bene per tutti, anche per noi. A volte ho fatto veramente i conti della casalinga, trascrivendo giornate intere di registrazioni per questioni di droga, molto poca, chiedendomi quanto venisse a costare».
«Ma non ritengo che verrà ridimensionato il nostro lavoro, perchè le intercettazioni servono alle indagini e non credo che siano così tanti gli intercettati. A un'intercettazione non corrisponde sempre un indagato. Lo vedo nella pratica: non ci sono grossi numeri e in Friuli e in Veneto non si abusa del metodo».
«Tutti noi periti domandiamo che venga regolamentata la situazione per chi trascrive - rileva -. Lungi da noi l'idea di voler creare delle corporazioni ma chi trascrive deve poter garantire criteri di privacy e deve saperlo fare. Stiamo preparando a un progetto da presentare al ministero. Le fughe di notizie? Non vengono certo da noi. Ci sono tanti fascicoli aperti per questo: basterebbe chiuderli».
Patrizia Disnan

martedì 8 aprile 2008

I tappa buchi?

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Dopo il 16 novembre 2006 la funzione del perito fonico è cambiata. prima di questa data era l'unico addetto alla registrazione e alla trascrizione degli interrogaotri di garanzia, interrogatori in carcere o in ambienti protetti, incidenti probatori e simili). Tale condizione era subordinata alla riservatezza poiché in ambito di indagini preliminari, quindi tutta una trafila con giuramento eccetera. Dopo il sedici novembre 2008 pare che alla giustizia non importi nulla che gli interrogatori navigano in rete non protetti da password e quindi fruibili sia per il sonoro e sia per il trascritto. Questa giustizia sembra sempre più malata. Non solo noi CTU viviamo di elemosina, viste le parcelle e le vacazioni, dobbiamo anche subire una concorrenza di persone non adatte e per giunta che non hanno niente di professionalità a volte anche giovani alle prime armi che si ritrovano l'AUDIO di qualche interrogatorio senza sapere la delicatezza del lavoro. Non va...